CONFERENZA STAMPA | Il direttore sportivo Giacchetta al termine della finestra di calciomercato

Il direttore sportivo Simone Giacchetta nella mattinata di oggi ha incontrato la stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti sugli esiti del mercato invernale che si è recentemente chiuso e sull’andamento della stagione.La sconfitta con il Lecce ha acceso la contestazione e lei è finito nel mirino. Come si sente oggi?“La sconfitta con il Lecce, secondo me, è importante più per i risvolti che ha avuto sulla classifica che per il malumore espresso dai tifosi. Un malumore che si giustifica con la classifica e con l’andamento della partita che stavamo disputando”.
Siete soddisfatti del mercato appena concluso?“Non siamo soddisfatti completamente di come si è concluso. C’era la necessità di fare degli inserimenti per migliorare la qualità della rosa in certi ruoli. Cercavamo un centrocampista e un attaccante, oltre agli ottimi inserimenti di Ferrari e Benassi. La nostra idea di partenza era questa. Nei ruoli la stessa idea è stata condivisa con il nuovo allenatore Ballardini. Abbiamo cercato di portare avanti queste soluzioni, alcune sono andate a buon fine, altre no. Noi avevamo puntato diversi giocatori, onestamente. Poi sicuramente la concorrenza c’era, magari qualche prestazione della squadra non ha favorito, però se andiamo nella fattispecie con i nomi che sono usciti, con Shomorudov avevamo la sua disponibilità, avevamo parlato con lui personalmente, poi alcune dinamiche dell’entourage del calciatore hanno fatto cambiare la situazione, che prima era favorevole anche per il nuovo allenatore, che l’aveva allenato in passato”.
Tre entrate e 8 uscite significa che qualcosa si è sbagliato inizialmente?“All’inizio in campionato quando fai una rosa di giocatori da mettere a disposizione deve farla profonda perchè pensa di agire meglio in estate che non a gennaio. Poi strada facendo non tutti si sono adeguati alla situazione, non tutti hanno trovato spazio: 31 giocatori in rosa, come sottolineato anche da voi, sembravano troppi e quindi si è pensato di snellire questa rosa, di renderla più compatta, più unita, in modo che tutti potessero essere coinvolti. Per questo sono state più le uscite delle entrate. Tutti ora hanno la possibilità di considerarsi potenziali titolari e l’allenatore ha meno difficoltà di gestione”.
Quanto ha pesato, risultati alla mano, ritardare l’avvicendamento in panchina?“La sconfitta di Empoli ha bruciato molto, però la prestazione c’era stata. Quello che abbiamo vissuto è stato riconosciuto da tutti: alla Cremonese mancavano i punti ma non le prestazioni. Considerato tutto abbiamo voluto premiare l’idea che stava portando avanti l’allenatore perchè pensavamo che con la sosta si potesse amalgamare di più il gruppo, sapendo che saremmo dovuti andare sul mercato. Abbiamo ripreso contro la Juve, anche lì non c’è stata una prestazione positiva. Le prestazioni negative con Verona e Monza hanno fatto venire meno la certezza che avevamo avuto fino a quel momento. Abbiamo preso questa decisione, poi oggi a posteriori è più semplice, ma questa è stata la logica.
L’acquisto di Felix è stato oneroso. Si poteva investire diversamente?“Alcuni giocatori ti dicono di sì, altri di no. Felix è un giocatore dall’enorme potenzialità, è un 2003, rientra nell’idea di fare patrimonio, cosa che la Cremonese non ha mai fatto. In passato le critiche che venivano fatte erano legate al fatto che non avevamo giocatori di proprietà, siamo saliti in A con un sacco di giocatori in prestito e senza una base solida. Ora la Cremonese ha 20 giocatori di proprietà tra cui Felix, poi il costo è relativo all’età, alle presenze fatte con la Roma, alla sua potenzialità. Se uno pensava che Felix potesse essere considerato il salvatore della patria quello no, ma che sia considerato una risorsa della Cremonese oggi e domani, questo sì”.
In quest’ottica vede anche l’operazione Milanese?Milanese non stava giocando ed è un peccato, perchè è uno dei migliori under 21 che ci sono in Italia, ha fatto un campionato da protagonista all’Alessandria, è stato acquistato per fare patrimonio. Abbiamo provato anche con altri che però sono rimasti nei loro club. Milanese è una risorsa futura della Cremonese, e su di lui crediamo molto, ma piuttosto di non giocare meglio fare un altro campionato di B”.
Che rapporto c’è tra lei e Braida?“Con Braida c’è un bellissimo rapporto, personalmente, al di là dei ruoli che sono distinti, c’è grande ammirazione e c’è grande disponibilità nel ricevere consigli e ascoltare le sue esperienze. C’è un rapporto bello, buono, positivo, non c’è nessuna situazione negativa in particolare. Poi nel ruolo specifico Ariedo è consigliere strategico della proprietà, quindi tutto quello che magari viene deciso dal Direttore Sportivo viene passato al consigliere strategico che lo riferisce alla proprietà. Il confronto con lui c’è sempre, credo sia anche una forma di rispetto per l’età e per l’esperienza che ha lui”.
Con quali criteri si è operato sul mercato invernale?“Con Alvini si sono cercate certe caratteristiche, giocatori fisici, aggressivi, di corsa, e quindi abbiamo cercato questa tipologia di calciatori. Con Ballardini è cambiata la filosofia di calcio, quindi abbiamo cercato giocatori di palleggio e meno fisici. Cerchiamo di condividere l’idea di gioco, poi il mercato di gennaio non offre quasi mai grande disponibilità”.
Dall’esterno in questo periodo la società è parsa troppo silenziosa…“Siamo troppo silenziosi? Parlo a titolo personale: ero qui anche nella passata stagione e non mi sembra di essere andato in tv o abbia rilasciato molte interviste. Non lo facevo dopo le vittorie, così come ora, ma non perchè perdiamo, bensì perchè personalmente sono questo. Non mi piace apparire molto, non voglio fare il protagonista nelle interviste o sulle prime pagine: cerco con le mie capacità, in silenzio, di dare opportunità alla società per cui lavoro. La comunicazione quando è necessaria non è mai mancata, anzi. Poi per quanto riguarda il club penso che sia una filosofia del club, ma io rispondo per quello che faccio io”.
Dopo il 6 maggio si è cambiato molto, cosa è successo?Mister Pecchia a fine stagione è andato via, ma non è dipeso dalla Cremonese, ma penso che ci sia stato tempo per parlarne con lui, da parte vostra. Dopo il 6 maggio il Mister ci ha comunicato che il suo lavoro era giunto al termine, e la Cremonese, con rispetto e a malincuore ha dovuto prendere un’altra strada. Già inizio stagione sapevi che Okoli non era tuo, Fagioli e Gaetano nemmeno. Tutto era in funzione del risultato sportivo di questa stagione. Poi la Cremonese ha cercato di fare proprietà con quelli dello scorso anno, come Sernicola e Zanimacchia. Carnesecchi doveva fare un mercato importante con l’Atalanta, poi l’infortunio alla spalla ci ha permesso di inserirci. Okoli, Fagioli e Gaetano sono rimasti nella loro società; ci abbiamo parlato quest’estate perchè volevamo riproporre il gruppo dello scorso anno. Ci avrebbe fatto piacere riaverli, ma non è stato possibile. Sul fronte allenatore abbiamo fatto diversi colloqui, poi ha preso sempre più peso l’idea di Alvini perchè è un emergente, ha qualità, e siamo partiti per questo viaggio sapendo che le difficoltà ci sarebbero state fin dall’inizio, che davanti ci aspettava un percorso non semplice. Non è stato facile cambiare allenatore, cambiare tanti giocatori, capire che il mercato italiano offre poco e bisognava cercare al di fuori”.
Al netto della classifica, la Coppa Italia sta dando soddisfazioni. L’arrivo di Ballardini ha dato concretezza. Può essere un punto di partenza per il futuro?“Mancano 17 partite alla fine del campionato, la classifica è quella che è, siamo in fondo, la casella delle vittorie è a zero, ed è la realtà. Così com’è un’altra realtà che la Cremonese è in semifinale di Coppa Italia con gli stessi giocatori. Quindi non è tutto nero neppure il nero. Ballardini ha avuto un impatto molto positivo, ha un contratto per questa stagione e per la prossima, ma noi siamo concentrati sull’oggi e vogliamo portare dignità alla Cremonese in Serie A, alla proprietà, ai tifosi. Siamo al di sotto in campionato di quello che abbiamo fatto vedere in Coppa Italia, dove abbiamo eliminato Napoli e Roma quindi qualcosa abbiamo. In campionato è andata male fino ad adesso, ma crediamo ancora di poter dare di più, e in 17 partite di campionato abbiamo la possibilità di dimostrarlo”.
Si aspettava un anno così traumatico?“Quando parti lo fai con le migliori idee e i migliori propositi. Il campionato di A è difficile,, severo, competitivo: abbiamo perso diverse partite per degli episodi che non abbiamo saputo gestire o leggere. Dico nulla di diverso da quello che hanno sempre detto tutti, ovvero che la Cremonese propone un bel gioco, merita più punti di quelli che ha e qualche vittoria”.
Okoli è stato vicino al ritorno?“Non penso che dipenda dall’infortunio di Palomino, che sicuramente ha contribuito a creare rallentamenti e ragionamenti da parte del club: l’Atalanta alla fine ha deciso di tenere Okoli, che sta giocando poco, che avrebbe desiderato giocare di più”.
Durante la partita con il Lecce dopo lo 0-2 c’è stato scoramento? La Cremonese ha giocatori di proprietà: in caso di retrocessione potranno essere una risorsa?“La partita con il Lecce è arrivata dopo che abbiamo avuto pochissimo tempo per recuperare la partita di Roma, siamo tornati in nottata e siamo arrivati alla gara di sabato con la tensione giusta ma con la stanchezza nelle gambe. Fino allo 0-1 la partita dal punto di vista tattico stava in piedi, il loro gol ci ha tagliato le gambe e siamo andati in difficoltà fisica e psicologica. La classifica? Ogni punto è importante perchè vogliamo fare più punti possibili, perchè ci meritiamo soddisfazioni sul campo e anche perchè è un campionato che potrebbe avere risvolti particolari, in queste 17 partite dobbiamo fare il meglio che potremo. Dimenticare subito Lecce, perchè non ci deve far crollare il castello: il campionato non è finito. I contratti del prossimo anno? Siamo una società forte abbiamo fatto investimenti importanti e mantenere i giocatori con le proprie possibilità. Ma abbiamo le potenzialità di tenere certi calciatori, poi sarà il mercato estivo che determinerà certe cose”.
La rosa è all’altezza della Serie A?“La rosa è questa, i giocatori sono questi, ci crediamo e ci dobbiamo credere. Dobbiamo dargli sostegno, forza, coraggio, entusiasmo nell’allenarsi e nel giocare. Possiamo fare tanto, ottenere quello che fino ad oggi non abbiamo ottenuto. Abbiamo preso Ferrari e Benassi che hanno tantissime presenze in Serie A, sono giocatori validi per cercare di fare quei punti che non abbiamo fatto fino ad adesso”.
Che errori sono stati commessi da inizio stagione?“Gli errori sono stati tanti, sono diversi, perchè se giudichi il tutto guardando la classifica non puoi dire diversamente. Questa è la prima presa di coscienza. La Cremonese mancava da 26 anni in A, poi le difficoltà di un mercato che è stato spietato nei confronti di una neopromossa come noi; a differenza del Lecce che era stato già in A due anni fa quindi ha potuto mantenere una base solida, e ha fatto pochi investimenti mirati. A noi è mancata l’esperienza, la non conoscenza della spietatezza del mercato di A da neopromossa. Si pensava che il campionato di B della Cremonese potesse essere un riferimento per tanti giocatori e tanti club, perchè un ambiente solido e positivo come il nostro può migliorare il percorso e la crescita di alcuni calciatori; abbiamo ricevuto consensi dall’estero e ci aspettavamo anche un consesnso in Italia da squadre, giocatori e agenti”.
Il silenzio genera ostilità e a volte contestazione. Forse il rapporto tra società e ambiente dovrebbe essere più stretto…“A me dispiace umanamente parlando, noi non chiudiamo le porte a nessuno, non stia in silenzio per non coinvolgere l’esterno. Noi viviamo grazie al sostegno della proprietà, in primis, e grazie ai tifosi. Il cancello è sempre aperto, la società è aperta, c’è grande stima e rispetto per voi giornalisti, per i nostri tifosi. I nostri tifosi li reputo una grande tifoseria che manca da tanti anni alla Serie A. Questa categoria qualcuno non l’ha mai vissuta, altri l’avranno vista da bambini, in questi due anni è stata una delle migliori in assoluto. Ognuno ha un carattere diverso dall’altro, le comunicazioni di lavoro sono una cosa, quelle personali sono altre. Non c’è chiusura, anzi. C’è grande disponibilità e una riflessione per crescere tutti quanti, negli ultimi due anni siamo cresciuti molto in fretta. I ricordi della Serie C sono recenti per tutti, siamo passati in A in un attimo, è un modo per crescere, per riflettere. A livello nazionale siamo apprezzati da parte di tutti per la nostra comunicazione e per la nostra immagine”.
La gestione tecnica di Alvini ha messo da parte la vecchia guardia e alla fine ha pagato la società. Pensiamo a Zanimacchia…“La Cremonese quest’estate ha cercato di avere più giocatori di proprietà possibile, sia di quelli che erano già stati qui che per i nuovi. Gli investimenti fatti per Zanimacchia e Sernicola sono stati voluti fortemente, e la società crede molto in questa scelta. Zanimacchia è partito titolare con Alvini, che ha puntato subito su di lui. Ha fatto 9 partite da titolare, però la Serie A è diversa dalla Serie B, ci sono adattamenti diversi, poi a un certo punto ha perso il posto. A gennaio la Cremonese aveva detto a Zanimacchia che non si voleva privare di lui, perchè oltre ad essere un bravo giocatore è un bravo ragazzo. La Cremonese l’ha invitato a cercare di non mollare e lavorare per riprendersi il posto, ma il ragazzo ha preferito andare a giocare altrove, in una categoria inferiore, dove c’è Pecchia, allenatore che conosce. La Cremonese non ne perde il controllo, anzi, dispiace che abbia preferito andare a giocare piuttosto che rimanere qui e soffrire per cercare di riguardagnarsi il posto.
Guarderete al mercato degli svincolati?“Se c’è qualche giocatore funzionale bene, prendere tanto per prendere non ha senso. Lo stiamo guardando, ma non so se ci sono quei giocatori che ci possono aiutare”.

Fonte articolo e foto: www.uscremonese.it/