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L’Italia insegna: costruzione dal basso o contropiede rapido, filosofie a confronto nel calcio contemporaneo

Nei top campionati europei è possibile apprezzare diversi stili di gioco utilizzati dalle squadre in base ai giocatori in rosa, al momento della stagione e alle idee degli allenatori

Italia

Catenaccio e contropiede

In Serie A per molti anni siamo stati abituati ad un gioco difensivista, con un occhio di riguardo più all’aspetto tattico di ogni partita che agli effettivi valori tecnici da valorizzare. Una buona difesa è la chiave per la vittoria, perché una squadra che subisce pochi gol di solito, al termine del campionato, raggiunge un traguardo importante. Anche all’estero l’Italia intera viene considerata difensivista: tutti gli uomini dietro la linea della palla, raddoppi costanti, densità e pressing intelligente. Tutto questo ovviamente in fase di non possesso.

Quando la palla viene riconquistata, si concretizza la strategia offensiva: pochi passaggi in verticale o direttamente un lancio lungo. Il classico contropiede per arrivare il più velocemente nei pressi della porta avversaria, costringendo i difensori avversari a rincorrere mentre arretrano. Il contropiede rapido rappresenta un’arma importante nel calcio contemporaneo, così come lo è stato in passato.

Tuttavia, le strategie degli allenatori spesso sono molto diversificate e ormai non si affidano totalmente alla tradizione: spesso è facile vedere una squadra disposta in campo con tutti gli effettivi dietro la linea della palla, ma che poi in fase di possesso non disdegna costruire con ordine senza affidarsi necessariamente al contropiede. Talvolta è possibile anche apprezzare uno stile difensivo con un baricentro più alto e un pressing costante: niente a che vedere col solito “catenaccio”, ma che si tramuta poi nel più letale dei contropiedi una volta recuperata palla.

Costruzione dal basso

Il punto cruciale della questione è: che cosa si intende per costruzione dal basso? Di solito il primo requisito fondamentale è quello di cominciare l’azione palla al piede, impegnando tutti i giocatori in una manovra più lenta ed elaborata. I difensori e anche il portiere sono spesso chiamati a mantenere il possesso della sfera di gioco: muovendo la palla e mantenendo il possesso, l’obiettivo è quello di far scoprire gli avversari e creare spazi per gli inserimenti in zona offensiva.

Il Barcellona di Pep Guardiola e la Spagna di Del Bosque hanno rappresentato l’estremizzazione di questa filosofia di gioco, in cui la fase di possesso palla veniva prolungata a oltranza e il predominio territoriale era interamente della squadra chiamata a costruire, appunto, dal basso. Anche in questo caso, però, non mancano degli esempi di strategie ibride, che ci ricordano come il calcio sia uno sport bellissimo proprio perché ha infinite interpretazioni possibili e non c’è mai una maniera sbagliata di giocare. L’ultima Inter di Antonio Conte è stata la prova di come si possa costruire dal basso senza rinunciare al possesso, ma al contempo puntare in maniera decisa sulle rapide azioni in verticale e capovolgimenti immediati.

Antonio Conte

Giocare bene o giocare male

Spesso siamo abituati a sentire espressioni come “bel gioco”: ma cosa determina esattamente quando una squadra “gioca bene” o “gioca male”? Se è vero che la bellezza di uno stile di gioco e di una partita intera è molto soggettiva, è anche vero che il giudizio finale è fortemente condizionato dal risultato ottenuto. Le varie circostanze di gioco possono alterare la resa in campo dei singoli giocatori, così come le varie circostanze possono condizionare le idee tattiche degli allenatori e quindi l’approccio in campo della squadra.

L’Italia allenata dal ct Roberto Mancini è la prova di come il calcio nostrano abbia fatto un notevole passo in avanti, dimenticando la vecchia usanza del semplice catenaccio e contropiede in favore di una tattica più moderna e al momento considerata bella e divertente dai tifosi azzurri. Solo in futuro potremo dire se questa Italia è bella e vincente, ma per adesso è giusto godersi il percorso fatto e ammirare tutti i progressi conseguiti.

Ogni partita ha una storia a sé e ogni allenatore ha la propria idea di calcio in mente. Vero anche che siamo un po’ tutti allenatori quando siamo davanti alla tv o allo stadio a supportare la nostra squadra del cuore: questo è un altro aspetto magnifico del calcio, che offre spunti sempre diversi, idee con tante sfaccettature, argomenti sempre nuovi che uniscono noi tifosi. Che si tratti di catenaccio e contropiede o di costruzione dal basso, alla fine si tratta sempre dello stesso sport ricco di diverse sfumature.

Il calcio contemporaneo è nei dettagli, perché spesso e volentieri a fare la differenza è un piccolo dettaglio, un’intuizione improvvisa, un colpo di genio che stravolge tutto. La tattica adottata di certo aiuta, ma siccome non c’è una maniera giusta e una sbagliata di interpretare questo sport, spesso diventa imprevedibile il risultato finale di due squadre che si danno battaglia in un rettangolo verde di gioco e che adottano ogni volta una tattica diversa.

Di Carmine Panarella

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